Bilancio 2022-2024

Il Bilancio di previsione 2022 – 2024 ripercorre le scelte adottate da questa maggioranza, le quali non presentano una visione complessiva degli obiettivi che si vogliono raggiungere nel breve e lungo periodo in relazioni ai problemi che devono essere affrontati non in ultimo gli effetti prodotti dalla pandemia.
Più precisamente risulta assolutamente non condivisa la scelta di procedere alla realizzazione di un area mercatale, evidentemente inserita in una mentalità che pare ferma a decine di anni addietro e non in grado di offrire alcuna prospettiva di utilità futura.
L’accensione del primo mutuo per i lavori relativi al mercato coperto (o area mercatale) previsto per l’anno 2021, evidentemente non intervenuto, risulta rinviato al prossimo triennio, più precisamente prevedendo un muto nel 2022 di circa un milione e sette (€ 1.727.800,00) per il cofinanziamento dei lavori di realizzazione del nuovo mercato coperto e un altro muto nel 2023 di € 1.713.000,00 per opere di completamento sempre legate alla nuova area mercatale. Ulteriori € 2.000.000 opere arrivano dal contributo regionale, sulla cifra totale necessaria di 6 milioni. Il grosso resta in capo del comune (p. 9 p.19). (Nel bilancio precedente si leggeva 2021/2023 viene prevista l’accensione di duemutui: uno nel 2021 di € 1.500.000,00 (mutuo CdP ventennale a tasso fisso con ammortamento decorrente dal 01/01/2022) per il cofinanziamento dei lavori di realizzazione del nuovo mercato coperto ed uno nel 2022 di € 1.940.800,00 (sempre mutuo CdP ventennale a tasso fisso, con ammortamento decorrente dal 01/01/2023) per opere di completamento sempre legate alla nuova area mercatale; entrambe le opere sono cofinanziate con un contributo regionale di € 2.000.000,00, spalmato nei due ann. (p. 9 prec.).
Nel quadro della fiscalità locale si colloca inoltre il tema dell’Addizionale Comunale IRPEF, ci ricorda la recente decisione di questa Amministrazione che ha introdotto un incremento dell’aliquota, per la soglia superiore ai 18.000 euro, portata dallo 0,5 allo 0,65%. Si ribadisce l’inopportunità di questa scelta del tutto inopportuna in un momento di gravi difficoltà per i cittadini colpiti dagli effetti anche economici portati dal covid-19. Nel corso del 2022 si valuteranno gli effetti sul gettito dopo la variazione dell’aliquota (e delle soglie di esenzione introdotte) nel 2021.
Non si osservate in queste scelte le sensibilità emergenti anche in termini ambientali e neppure le necessità concrete che avrebbero portato, perlomeno, a un progetto pensato nei limiti della portata delle casse comunali ovvero limitato ai finanziamenti ricevibili in una prospettiva di rilancio futuro e non di mero indebitamento.
Ci troviamo ad osservare interventi che non partono dall’analisi né delle diffocltà emergenti, né dall’osservazione delle probabili conseguenze della situazione di difficoltà che oggettivamente la nostra economia sta vivendo. Dovremmo attivarci in progetti capaci di generare benessere, capaci di rispondere alle istanze che provengono in termini di consumo zero di suolo, di un nuovo modo di relazionarci con l’ambiente, essere amministratori capaci di ripensare la mobilità sul territorio, dove i luoghi diventino davvero vicini perché propriamente collegati. (DUP)
Mancano e lo vediamo nel bilancio progetti capaci di creare meccanismi virtuosi di rilancio economico sul lungo periodo che partano dall’attenta considerazione della situazione attuale.
(Intervento sul bilancio)
Con riferimento all’IMU (imposta municipale unica) sulle aree destinate ad escavazione, si rileva che la stessa non viene calcolata sul reale valore catastale del bene che deve essere legato alla capacità estrattiva assegnata al sito (non ai metri quadri dell’area).
I lunghi tempi impiegati nella realizzazione del ponte (oggi a bilancio euro 297.215,90 – costi complessivi dell’opera 460.000,00), per cui evidenzio oggi il Comune di Rovato risulta in controversia con la seconda società incaricata dell’opera (oggi soggetta a procedura di fallimentare), rimane ancora irrealizzato, inducono forti perplessità in ordine alla capacità dell’Amministrazione di impegnarsi in progetti complessi come quello presentato per l’area mercatale.