
Valentina Remonato, Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica

Valentina Remonato, Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica
Nell’ultimo Consiglio sono emerse forti criticità sul bilancio 2025–2027, poiché l’equilibrio finanziario risulta assicurato solo dall’uso dell’avanzo di amministrazione e non da entrate ordinarie.
Cresce anche l’indebitamento, raggiungendo € 5,8 milioni, di cui € 2.631.800 in ragione di un previsto nuovo mutuo, mentre i principali progetti del PNRR risultano ancora incompleti.
L’edificio nel Foro Boario è in costruzione grazie ai finanziamenti ricevuti per la sua funzione di mercato coperto. Le dimensioni attuali sono la metà di quelle previste dal progetto completo: superficie complessiva 4.445 mq, di cui 760 destinati alla sala espositiva al piano terra già realizzato. Per la parte oggi visibile sono impiegati € 1.222.800 tramite mutuo comunale e € 1.500.000 dall’Unione Europea. Il costo complessivo previsto è di € 4.794.200. È un’opera di cui i cittadini non avevano alcun bisogno, ed è paradossale che la maggioranza pensi che chiamarla area mercatale cambi la sostanza. L’edificio rimane finanziato quale mercato coperto caratterizzato dalla sua enorme area espositiva e rappresenta l’ennesima cementificazione inutile, collocata nel cuore di Rovato con effetti deturpanti sul paesaggio.
Il Documento di Programmazione 2026–2028 si è rivelato privo di visione politica. Le risorse sono ormai azzerate: nessun avanzo per investimenti e persistenti difficoltà nella riscossione dei tributi. L’unica strategia indicata è la vendita dei beni comunali, con l’obiettivo di ricavare oltre un milione di euro. In sintesi, una gestione limitata a obiettivi contingenti e priva di prospettiva di lungo periodo.

Valentina Remonato, Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica
I consiglieri comunali ricevono 21 euro per la loro attività: nel 2024, dove si sono tenuti 6 consigli e 6 commissioni, un consigliere ha ricevuto al massimo un totale di 252 euro l’anno. Il ruolo in esame non è paragonabile a quello svolto dagli assessori, che ricevono 1.863 euro mensili ciascuno e che quindi in un anno possono arrivare a 22.356 euro (salvo non vi sia un altro lavoro retribuito che riduce l’importo al 50%). Questa differenza economica evidenzia la distinzione: alla Giunta (composta dagli assessori) è assegnato il ruolo d’azione, mentre il Consiglio ha un ruolo di indirizzo e verifica. La minoranza (ovvero i candidati sindaci e i loro candidati consiglieri che hanno perso le elezioni raggiungendo un minimo di voti) ricopre unicamente i ruoli di consigliere comunale, in un numero insufficiente a determinare le scelte dell’ente, che vengono invece assunte dalla maggioranza dei consiglieri. È quindi un errore percepire la minoranza come un’antagonista con potere decisionale. Al massimo, il consigliere eletto in minoranza che dovesse trovarsi sempre d’accordo con la maggioranza aderirebbe ad essa, ma non potrebbe mai e in alcun modo forzare la maggioranza ad adottare decisioni di minoranza. In sostanza, è sbagliato pensare che la minoranza possa collaborare con la maggioranza, quello che può succedere è unicamente che la maggioranza scelga di relazionarsi con essa. In conclusione, la collaborazione tra maggioranza e minoranza, intesa come risultati effettivi di quest’ultima, dipende dalla volontà della maggioranza. L’attuale maggioranza, nel corso di questo mandato, nemmeno ha consentito alla minoranza di discutere tutti gli argomenti dalla stessa indicati nel consiglio richiesto da un quinto dei consiglieri.
Valentina Remonato, Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica

Sempre nell’ultimo consiglio è stato inserito tra i beni alienabili un reliquato stradale in Via Poffe, nell’area interessata dalla maxi officina per i treni a idrogeno di Ferrovie Nord Milano, parte del progetto H2iseO, dal valore complessivo di oltre 392 milioni di euro, dei quali 22.620.986 € sono stati destinati al complesso rovatese.
Eppure, il Comune non ha chiesto, come opera compensativa, nemmeno un marciapiede limitrofo a tutta l’area, mentre già il 13 febbraio nella nuova struttura veniva inaugurato il nuovo treno, mancavano e tuttora mancano i soli 250 metri di pista ciclabile richiesta a fronte della mastodontica opera. Molto di più doveva essere negoziato dal Comune di Rovato, che ha perso l’occasione per dare idonee risposte alle nuove necessità, createsi sulla viabilità di tutta l’area.
Sono poi stati ratificati due interventi dichiarati urgenti: l’acquisizione dell’ex cinema oratorio e l’illuminazione del campo da rugby. Tuttavia, non si tratta di vere urgenze, ma di criticità note da tempo, che avrebbero dovuto essere previste già nel bilancio di febbraio.
Valentina Remonato
Consigliere per la Coalizione Rovato Vale, Rovato 2020, La Civica





Finalmente è entrato in carica il quarto consigliere comunale della coalizione Rovato Vale, La Civica e Rovato 2020. Un ingresso che ha richiesto un anno, per la mancata applicazione dell’art. 38 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL). Le dimissioni risalivano a novembre 2023; sarebbe bastato contattare gli eletti di La Civica per permettere ad Alessandro Botticini d’entrare subito. Il nuovo consigliere ha costituito il Gruppo Partito Democratico.
Inoltre, è emerso che le lettere inviate dai cittadini al Consiglio Comunale non vengono condivise con i consiglieri. Pensavate che tutti i consiglieri fossero informati? Non è così. È sconcertante osservare il mancato riscontro positivo alla mia richiesta di ricevere copia delle comunicazioni ricevute dal Comune, indirizzate al Consiglio e/o alla sottoscritta, ivi incluse tutte le comunicazioni inviate alla Presidente, in qualità di rappresentante del Consiglio. Pare sia impossibile per il Comune andare a recuperarle, ma risulta evidente che, se fossero state raccolte di volta in volta in un apposito luogo, questa situazione non si sarebbe creata.
Al momento non è stato neppure dato riscontro alla seconda richiesta: non esiste un archivio dedicato a queste comunicazioni? Prosegue così un mandato politico, impegnato a non rendere la minoranza partecipe. Un metodo nel quale un migliaio di pagine ci vengono consegnate appena cinque giorni prima della seduta, rendendo, di fatto, impossibile l’attività di controllo. Il Consiglio, da organo d’indirizzo politico, diviene un triste passaggio burocratico, privato del suo nobile ruolo di luogo per la discussione politica.
Valentina Remonato
Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica
La notizia che a Rovato si consuma più cocaina che a Milano, come evidenziato dalle analisi dei reflui fognari avvenute in estate, è un dato allarmante che avrebbe dovuto spingere l’amministrazione ad agire prontamente e con determinazione, coinvolgendo l’intero Consiglio comunale nella ricerca delle migliori soluzioni. Tuttavia, ad oggi, nessuna concreta iniziativa è stata portata all’attenzione del Consiglio.
La gestione di una problematica così grave richiede trasparenza e una pianificazione politica efficace. Trovo triste dover constatare che il Consiglio sia stato utilizzato come strumento di propaganda, anziché come luogo di confronto per trovare soluzioni. Un’amministrazione responsabile dovrebbe coinvolgere tutti i consiglieri in un’attività di dialogo e collaborazione. Anche il test antidroga, promosso come segnale istituzionale, è rimasto fino ad oggi un mero proclama d’intenti del Consiglio. Nessuna concreta iniziativa è stata messa in campo per coinvolgere tutte le forze politiche nell’elaborazione di strategie condivise, mirate alla prevenzione e al contrasto dell’uso di stupefacenti sul nostro territorio.
Mi spiace osservare come questo tema coinvolga sempre più giovanissimi e come la società non sia chiamata nella sua interezza a trovare soluzioni sociali all’altezza di queste drammatiche e urgenti sfide. L’attività del Consiglio non dovrebbe essere limitata alla sola alzata di mano della maggioranza, senza alcuna volontà di confronto sui metodi e le possibili scelte, così come le scelte amministrative non dovrebbero essere l’esito di un piatto preconfezionato, escludendo le minoranze da qualsiasi coinvolgimento. Un tale metodo rappresenta la conseguenza di una visione riduttiva del ruolo di rappresentanza svolto da ciascun consigliere, snaturando il senso stesso della partecipazione politica.
Valentina Remonato
Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica