Vorrei che i giovani fossero messi davvero al centro delle scelte politiche. Non portano un numero di voti paragonabile ad altre generazioni e, se molto giovani, nemmeno votano. Per questo spesso non sono al centro degli slogan e dell’attenzione politica. Eppure sono loro a determinare il benessere futuro della società.
Dove si investe sui giovani, i risultati arrivano: alcune nazioni hanno superato il 60% di laureati tra i 25 e i 34 anni e hanno visto crescere in modo significativo anche l’economia. In Irlanda, ad esempio, a fronte di questo investimento si è stimata una crescita fino al 3,4% del PIL nel 2025. Già questo dovrebbe far riflettere sulle conseguenze del non investire sulle nuove generazioni in termini di opportunità di studio.
Ma c’è anche un tema di qualità della vita: una generazione di adolescenti che alcuni studiosi stanno definendo come caratterizzati da assenza di speranza nel futuro è una sconfitta sociale profonda. Servono soluzioni di lungo periodo: spazi di ritrovo, centri sportivi, iniziative culturali che rendano i giovani protagonisti e, quando possibile, anche alla guida di progetti.
Se si investono € 4.794.200 in un edificio pensato come mercato coperto del Foro Boario (finanziato per quel fine) e poi sull’uso di questo nuovo immobile si cambia idea, affidandolo gratuitamente a una realtà privata per farne una pinacoteca, nella cultura come Comune ho investito lo 0% dei soldi, nel cemento il 100%. Chi crede nella cultura la pone al centro prima, e sa che non è uno strumento tappabuchi dopo una spesa pubblica gigantesca. La cultura è opportunità di crescita e benessere che deve essere posta al centro degli investimenti e non a margine.

Valentina Remonato Consigliere per la Coalizione Rovato Vale, Rovato 2020, La Civica




Valentina Remonato