Memoria

C’è una profonda distinzione tra storia e memoria, ci sono alcuni avvenimenti nella storia che per il loro insegnamento assurgono a memoria. Il ricordo di Giacomo Matteotti in questa giornata è memoria, memoria dei nostri più alti valori. I valori di un uomo antifascista, entrato in Parlamento per il suo radicamento sociale e impegno politico territoriale. Nota la sua attenzione ai bilanci pubblici e ai procedimenti di assegnazione dei grandi lavori pubblici a mezzo di una puntigliosa analisi dei contratti volta alla verifica del corretto rapporto tra imprese e amministrazioni. Una politica impegnata a denunciare le delibere urgenti delle giunte comunali quale strumento tristemente trasformato in un cavallo di Troia per gli abusi.

Il suo impegno ha fatto la parte migliore della storia, il nostro dovere è farne memoria. Oggi nel centenario dal suo omicidio ricordiamo la sua vita, per farne esempio da seguire della nostra politica.

Di seguito un estratto del discorso di Giacomo Matteotti alla Camera dei Deputati del 30 MAGGIO 1924, il 10 giugno 1924 Matteotti veniva assassinato. Un discorso che racconta molto, le sue parole e il rumore della maggioranza nel tentativo di impedirle sono memoria di come la forma sia anche sostanza.

GIACOMO MATTEOTTI. Ciascun partito doveva, secondo la legge elettorale, presentare la propria lista di candidati… (Vivi rumori)

MAURIZIO MARAVIGLIA. Ma parli sulla proposta dell’onorevole Presutti.

GIACOMO MATTEOTTI. Richiami dunque lei all’ordine il presidente! La presentazione delle liste – dicevo – deve avvenire in ogni circoscrizione mediante un documento notarile a cui vanno apposte dalle trecento alle cinquecento firme. Ebbene, onorevoli colleghi, in sei circoscrizioni su quindici le operazioni notarili che si compiono privatamente nello studio di un notaio, fuori della vista pubblica e di quelle che voi chiamate “provocazioni”, sono state impedite con violenza. (Rumori vivissimi)

GIUSEPPE BASTIANINI. Questo lo dice lei!

VOCI DALLA DESTRA. Non è vero, non è vero!

GIACOMO MATTEOTTI. Volete i singoli fatti? Eccoli: ad Iglesias il collega Corsi stava raccogliendo le trecento firme e la sua casa è stata circondata… (Rumori)

MAURIZIO MARAVIGLIA. Non è vero. Lo inventa lei in questo momento.

ROBERTO FARINACCI. Va a finire che faremo sul serio quello che non abbiamo fatto!

GIACOMO MATTEOTTI. Fareste il vostro mestiere!

EMILIO LUSSU. È la verità, è la verità!

GIACOMO MATTEOTTI. A Melfi… (Rumori vivissimi – Interruzioni) A Melfi è stata impedita la raccolta delle firme con la violenza. (Rumori) In Puglia fu bastonato perfino un notaio. (Rumori vivissimi)

GINO ALDI-MAI. Ma questo nei ricorsi non c’è! In nessuno dei ricorsi! Ho visto io gli atti delle Puglie e in nessun ricorso è accennato il fatto di cui parla l’onorevole Matteotti.

ROBERTO FARINACCI. Vi faremo cambiare sistema! E dire che sono quelli che vogliono la normalizzazione!

GIACOMO MATTEOTTI. A Genova (Rumori vivissimi) i fogli con le firme già raccolte furono portati via dal tavolo su cui erano stati firmati.

VOCI. Perché erano falsi.

GIACOMO MATTEOTTI. Se erano falsi, dovevate denunciarli ai magistrati!

ROBERTO FARINACCI. Perché non ha fatto i reclami alla Giunta delle elezioni?

GIACOMO MATTEOTTI. Ci sono.

UNA VOCE DAL BANCO DELLE COMMISSIONI. No, non ci sono; li inventa lei.

PRESIDENTE. La Giunta delle elezioni dovrebbe dare esempio di compostezza! I componenti della Giunta delle elezioni parleranno dopo. Onorevole Matteotti, continui.

GIACOMO MATTEOTTI. Io espongo fatti che non dovrebbero provocare rumori. I fatti o sono veri o li dimostrate falsi. Non c’è offesa, non c’è ingiuria per nessuno in ciò che dico; c’è una descrizione di fatti.

ATTILIO TERUZZI. Che non esistono!

GIACOMO MATTEOTTI. Da parte degli onorevoli componenti della Giunta delle elezioni si protesta che alcuni di questi fatti non sono dedotti o documentati presso la Giunta delle elezioni. Ma voi sapete benissimo come una situazione e un regime di violenza non solo determinino i fatti stessi, ma impediscano spesse volte la denuncia e il reclamo formale. Voi sapete che persone, le quali hanno dato il loro nome per attestare sopra un giornale o in un documento che un fatto era avvenuto, sono state immediatamente percosse e messe quindi nella impossibilità di confermare il fatto stesso. Già nelle elezioni del 1921, quando ottenni da questa Camera l’annullamento per violenze di una prima elezione fascista, molti di coloro che attestarono i fatti davanti alla Giunta delle elezioni furono chiamati alla sede fascista, furono loro mostrate le copie degli atti esistenti presso la Giunta delle elezioni illecitamente comunicate, facendo ad essi un vero e proprio processo privato perché avevano attestato il vero o firmato i documenti! In seguito al processo fascista essi furono boicottati dal lavoro o percossi. (Rumori – Interruzioni)

VOCI A DESTRA. Lo provi.

GIACOMO MATTEOTTI. La stessa Giunta delle elezioni ricevette allora le prove del fatto. Ed è per questo, onorevoli colleghi, che noi spesso siamo costretti a portare in questa Camera l’eco di quelle proteste che altrimenti nel Paese non possono avere alcun’altra voce ed espressione. (Applausi all’estrema sinistra) In sei circoscrizioni, abbiamo detto, le formalità notarili furono impedite colla violenza, e per arrivare in tempo si dovette supplire malamente e come si poté con nuove firme in altre provincie. A Reggio Calabria, per esempio, abbiamo dovuto provvedere con nuove firme, per supplire quelle che in Basilicata erano state impedite.

UNA VOCE AL BANCO DELLA GIUNTA. Dove furono impedite?

GIACOMO MATTEOTTI. A Melfi, a Iglesias, in Puglia… devo ripetere? (Interruzioni – Rumori) Presupposto essenziale di ogni elezione è che i candidati, cioè coloro che domandano al suffragio elettorale il voto, possano esporre in contraddittorio con il programma del Governo, in pubblici comizi o anche in privati locali, le loro opinioni. In Italia, nella massima parte dei luoghi, anzi quasi da per tutto, questo non fu possibile.

UNA VOCE. Non è vero! Parli l’onorevole Mazzoni. (Rumori)

GIACOMO MATTEOTTI. Su ottomila comuni italiani, e su mille candidati delle minoranze, la possibilità è stata ridotta a un piccolissimo numero di casi, soltanto là ove il partito dominante ha consentito per alcune ragioni particolari o di luogo o di persona. (Interruzioni – Rumori) Volete i fatti? La Camera ricorderà l’incidente occorso al collega Gonzales.

ATTILIO TERUZZI. Noi ci ricordiamo del 1919, quando buttavate gli ufficiali nel Naviglio. Io, per un anno, sono andato a casa con la pena di morte sulla testa!

GIACOMO MATTEOTTI. Onorevoli colleghi, se voi volete contrapporci altre elezioni, ebbene io domando la testimonianza di un uomo che siede al banco del Governo, se nessuno possa dichiarare che ci sia stato un solo avversario che non abbia potuto parlare in contraddittorio con me nel 1919. VOCI. Non è vero! Non è vero! ALDO FINZI, sottosegretario di Stato per l’Interno. Michele Bianchi! Proprio lei ha impedito di parlare a Michele Bianchi!

GIACOMO MATTEOTTI. Lei dice il falso! (Interruzioni – Rumori) Il fatto è semplicemente questo, che l’onorevole Michele Bianchi con altri teneva un comizio a Badia Polesine. Alla fine del comizio che essi tennero, sono arrivato io e ho domandato la parola in contraddittorio. Essi rifiutarono e se ne andarono e io rimasi a parlare. (Rumori – Interruzioni)

ALDO FINZI. Non è così!

GIACOMO MATTEOTTI. Porterò i giornali vostri che lo attestano.

ALDO FINZI. Lo domandi all’onorevole Merlin che è più vicino a lei! L’onorevole Merlin cristianamente deporrà.

GIACOMO MATTEOTTI. L’onorevole Merlin ha avuto numerosi contraddittori con me, e nessuno fu impedito e stroncato
Ma lasciamo stare il passato. Non dovevate voi essere i rinnovatori del costume italiano, non dovevate voi essere coloro che avrebbero portato un nuovo costume morale nelle elezioni? (Rumori) E, signori che mi interrompete, anche qui nell’assemblea? (Rumori a destra)

ATTILIO TERUZZI. È ora di finirla con queste falsità.

GIACOMO MATTEOTTI. L’inizio della campagna elettorale del 1924 avvenne dunque a Genova con una conferenza privata e per inviti da parte dell’onorevole Gonzales. Orbene, prima ancora che si iniziasse la conferenza, i fascisti invasero la sala e a furia di bastonate impedirono all’oratore di aprire nemmeno la bocca. (Rumori – Interruzioni – Apostrofi)…

Pochi giorni dopo Giacomo Matteotti veniva ucciso da una squadra fascista.

SPESA URGENTE DA 4.000 EURO PER LA ZTL NEL COMUNE DI ROVATO

La nuova viabilità di Rovato ha comportato lo spostamento con urgenza di 4.000 €, una spesa passata in sordina in realtà destinata alla ZTL. I prelievi dal fondo di riserva devono essere giustificati da motivazioni straordinarie, di necessità e urgenza; ogni decisione di questo genere deve essere accompagnata da una chiara e dettagliata esposizione delle ragioni che rendono tale spesa indispensabile e ineludibile, nel momento in cui viene effettuata. Nel Consiglio comunale del 22 aprile denunciavo che la delibera della Giunta Comunale n. 15 del 29.01.2024 “non fornisce dettagli sufficienti riguardo la natura dell’incarico tecnico, che ha reso necessario il prelievo di 4.000 € dal fondo. Non è stata fornita alcuna spiegazione ai cittadini sul perché questa spesa non potesse essere prevista nel bilancio ordinario, né su quali siano le specifiche urgenze che giustificano l’uso del fondo di riserva”. Il Vicesindaco interveniva dicendo per la prima volta che “si tratta di un’integrazione a un incarico tecnico di studio per il posizionamento e l’allacciamento di nuove telecamere e varchi”. Non veniva spiegato che queste telecamere ai varchi in realtà non erano per controlli di sicurezza, ma per creare l’insensata zona di sensi unici in relazione a una confusa ZTL a orario e a giorni variabili.
Anziché imparare dalle precedenti esperienze d’introduzione della ZTL nei periodi estivi che avevano fatto emergere chiaramente la necessità di maggior confronto con la popolazione locale, la maggioranza ha proseguito sulla linea dell’assenza di confronto e dell’attuazione in sordina delle proprie scelte politiche e così ha investito con urgenza ben 4.000 euro, non per garantire ai cittadini la sicurezza, ma per aspettarli al varco con le telecamere per le multe.
Pertanto, si è trattato di un bel percorso dal confronto zero, di riciclo di vecchie Ordinanze contestate che si auspicavano abbandonate e di spesa pubblica passata in sordina per l’assenza di motivazioni che consentissero ai cittadini di capire davvero i motivi di spesa. Evidentemente la maggioranza si è guardata bene dall’aprire un confronto sui motivi della spesa, che si scopre oggi non erano 4.000 euro per la sicurezza pubblica di cui avremmo tanto bisogno, ma per una modifica alla viabilità avvenuta senza confrontarsi né con la minoranza politica, né con la cittadinanza.
Ci tengo poi ad un’ultima considerazione, il documento attuativo della viabilità, Ordinanza di settore n. 136 del 20 maggio 2024, spiega che è stata valutata “la necessità di migliorare e garantire l’esigenza di limitare il traffico nel centro storico, nel quale l’afflusso di veicoli crea disturbo e pericolo per gli utenti del centro storico, in particolar modo nelle ore serali e notturne, nonché di salvaguardare il patrimonio storico ed architettonico in adesione ed attuazione degli indirizzi dell’organo esecutivo comunale favorendo contestualmente la mobilità dolce”.
Si deve invece osservare che il cambio di sensi unici ha portato ad un aumento notevole di veicoli che attraversano via Ricchino, questo traffico origina un serio pericolo anche per i pedoni che transitano l’area e conseguenze su tutta la viabilità limitrofa.

In sostanza la maggioranza fa cilecca sia sull’obiettivo della pedonalizzazione, vediamo infatti il centro storico semplicemente svuotato, sia su quello della gestione complessiva del traffico e lo fa senza alcun dialogo, con una delibera urgente da 4.000 euro, una delibera il cui vero senso lo si scopre evidentemente solo ora, mettendo insieme le briciole del pasticcio.

Contraddizioni a Rovato: Incoerenza nella Pianificazione del Territorio

Come consigliere comunale di minoranza, mi trovo nella posizione di osservatore critico delle decisioni amministrative che influenzano il futuro di Rovato, non a caso la mia pagina Facebook si chiama Valentina Remonato sindaca in opposizione. Questa attività di sindacare, ossia sottoporre a controllo, mi ha recentemente portato a scoprire una situazione particolarmente contraddittoria che ha catturato la mia attenzione e merita di essere esposta ai cittadini. Si tratta del progetto H2iseO rispetto alla nuova destinazione d’uso del terreno, come delineata nel Piano di Governo del Territorio (PGT) pubblicato il 10/04/2024 sul Bollettino Ufficiale.

Il progetto H2iseO, che prevede la realizzazione di un impianto per il rifornimento di treni a idrogeno e la struttura per manutenzione e deposito, è collocato in un’area vicino alla stazione ferroviaria di Rovato. Tuttavia, la recente revisione del PGT ha ridefinito questa area come zona agricola di non trasformazione, teoricamente non idonea per tali costruzioni.

Il cuore del problema è una discordanza evidente tra le affermazioni del PGT e la realtà del territorio. Il piano dovrebbe mirare a un “conteggio reale” delle destinazioni agricole, un obiettivo encomiabile se non fosse che una porzione di queste “destinazioni agricole” è invece occupata dai binari della ferrovia previsti nel Prgetto H2iseO. Nonostante ciò, il progetto è ritenuto legittimo dal Comune perché basatosi sulla sua approvazione precedente alla modifica del PGT.

Il Comune evidenzia che va tutto bene perché l’impianto di manutenzione è stato approvato con Decreto n. 8184 del 31.05.2023 in variante al precedente strumento urbanistico, peccato che il Decreto si riferiva agli strumenti urbanistici difformi passati, senza certo immaginare che il Comune avrebbe redatto strumenti urbanistici difformi anche successivamente all’approvazione del progetto.

Questa incongruenza non è solo un errore di pianificazione; è una contraddizione che mette in luce l’irrazionalità nelle decisioni amministrative di questa maggioranza. Affermare l’intenzione di proteggere le zone agricole mentre si approvano progetti che le compromettono non solo è controproducente, ma mina la fiducia dei cittadini nelle scelte politiche svolte dal proprio comune.

Questo articolo non vuole essere una mera critica, ma un richiamo all’importanza della coerenza e alla trasparenza nelle decisioni che modellano il nostro ambiente. È essenziale che le politiche pubbliche riflettano una vera comprensione e un rispetto delle reali condizioni del territorio. Le decisioni devono essere prese con una visione chiara degli effetti a lungo termine, non solo seguendo le correnti del momento.

Come comunità, abbiamo il diritto e il dovere di richiedere una gestione più attenta e lungimirante del nostro territorio. È necessario che i cittadini richiedano un approccio più responsabile nella pianificazione delle nostre risorse e nella protezione del nostro patrimonio ambientale e agricolo. Solo così potremo assicurare che Rovato cresca in modo sostenibile e armonioso.

Link documenti: Osservazione TreNord SpA e Rigetto

Treni a Idrogeno – Il Leone, Marzo 2024

Il nuovo enorme capannone in prossimità della stazione è parte del progetto H2iseO. Un progetto che include un’officina di manutenzione e un impianto permanente per il rifornimento dei treni a idrogeno in prossimità della stazione rovatese.
Un progetto sul quale il Comune ha espresso parere favorevole senza coinvolgere né il Consiglio Comunale, né i cittadini di Rovato. Una costruzione che ha distrutto la veduta su campi e colline, una volta visibili da via Lombardia. FerrovieNord, ha dichiarato, nella sue osservazioni al PGT, che i binari di raccordo andrebbero in parte ad interessare un’area a destinazione agricola.
Abbiamo assistito a giochi di parole, come se il Sindaco non sapesse che l’impianto è permanente e il termine “mobile” si riferisce al sistema di stoccaggio dell’idrogeno. L’unico intervento previsto, in cambio della realizzazione del progetto, è la ciclabile in via Poffe. Non è invece stata prevista nessuna piantumazione di fasce erboree a mitigazione dell’impatto ambientale.
Una buona politica impone la transizione energetica, limitando l’impatto ambientale e tutelando le persone. Le sorgenti di rumore sono dichiarate come poche e sporadiche e quindi non sono previste barriere anti rumore, ma anche il rumore su rumore abbassa la qualità di vita delle persone che lo subiscono. Il progetto nemmeno considera la presenza della scuola materna a poche centinaia di metri dall’impianto di rifornimento ad idrogeno.
Ad ulteriore conferma che il progetto sia sicuro come richiesto dall’iter autorizzativo e come dichiarato nelle relazioni tecniche ho richiesto al Prefetto una sua valutazione a tutela della sicurezza pubblica.
Valentina Remonato Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica

Link approfondimento treni a idrogeno: analisi_treni_idrogeno/

Nemmeno un marciapiedi al confine del capannone per i treni a idrogeno

Luogo impianto treni a idrogeno, stazione di Rovaot

🚄 TRENI A IDROGENO A ROVATO 💨

Cittadini di Rovato,

volete saperne di più sull’impianto di rifornimento dei treni a idrogeno? 🚀

Ho portato le seguenti preoccupazioni alla Prefettura, sollecitando ulteriori valutazioni per garantire che la sicurezza pubblica e l’integrità del nostro territorio siano preservate.

 PUNTI CRUCIALI ↓

  1. Sicurezza e Prossimità Urbana: l’impianto, collocato nel cuore di Rovato, a stretta vicinanza di scuole e abitazioni, richiede la nostra massima attenzione. L’infiammabilità dell’idrogeno pone sfide significative che devono essere affrontate con misure di emergenza all’avanguardia.
  1. Processo Autorizzativo: la popolazione locale non è stata coinvolta in particolari iniziative utili al processo decisionale. Nemmeno i consiglieri comunali sono stati coinvolti in queste decisioni.

Regione Lombardia (Direzione Generale Infrastrutture, Trasporti E Mobilità Sostenibile) ha autorizzato l’impianto con atto dirigenziale n. 6155 del 27/04/2023. Mentre il Comune di Rovato ha autorizzato in data 06/09/2022 con Permesso di Costruire PESUAP/2022/00185/PDC il PROGETTO “H2IseO” sito in Viale Lombardia.

  1. Valutazioni Ambientali e Geologiche: i documenti indicano la realizzazione di indagini preliminari per potenziali impatti significativi. È essenziale che tali studi oltre che pubblicati nel loro rigore scientifico siano anche oggetto di chiara e comprensibile comunicazione alla comunità.
  1. Comunicazione e Informazione: la chiave per un futuro sicuro e sostenibile è una comunicazione trasparente. La popolazione di Rovato merita di essere pienamente informata sulle misure di mitigazione ambientale e di sicurezza, specialmente considerando l’assenza di una chiara e diffusa informazione sulle misure preventive specificamente adottate a tutela del nostro territorio in relazione agli intriseci rischi di questa tipologia di impianti.

🌱 Uniamoci per ottenere chiarezza e garanzie concrete.🌱                                                                                

APPROFONDIMENTO – IMPIANTO DI RIFORNIMENTO E MANUTENZIONE TRENI A IDROGENO

Nel Comune di Rovato è collocato l'impianto di rifornimento dei treni a idrogeno, progetto “H2IseO”

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo impianto di rifornimento idrogeno mobile per convogli ferroviari, nell’area di Ferrovienord a ridosso della stazione ferroviaria di Rovato, dove verrà realizzato anche un deposito per la manutenzione dei convogli ferroviari alimentati ad idrogeno.

Detto intervento è stato suddiviso in due lotti funzionali distinti e indipendenti ed è parte del progetto denominato H2iseO che mira a realizzare un Hydrogen Valley in Val Camonica e prevede quattordici treni a idrogeno, 40 autobus ad idrogeno, tre impianti di produzione per complessivi  € 392,4 milioni di investimento, con un totale di finanziamento pari a € 22.620.986,00 per l’Impianto Manutenzione Rotabili a Rovato.

Costo complessivo progetto ferroviario

L’investimento totale per il progetto ferroviario ammonta a 362,4 milioni di euro, suddiviso in 177,6 milioni di euro per gli impianti e 184,8 milioni di euro per i treni.

Le risorse provengono dai seguenti enti:

  • Risorse della Regione Lombardia per  80,1 milioni di euro. (di questi € 817.634,06 corrispondono all’importo impegnato dalla Regione Lombardia nell’impianto di rifornimento permanente collocato a Rovato).
  • Fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per 97,2 milioni di euro.
  • Contributi di Ferrovie Nord Milano (Fnm) per 70,8 milioni di euro.
  • Ferrovie Nord Milano si è dichiarata disponibile anche a coprire 114,3 milioni di euro destinati al secondo lotto di treni, nel caso in cui non fossero identificate ulteriori fonti di finanziamento.

L’impianto di Rifornimento è composto da:

  • unità di erogazione per il rifornimento idrogeno dei convogli ferroviari;
  • baia stazionamento per carro bombolaio, il quale trasporterà l’idrogeno che rifornirà il treno;
  • cunicolo dentro il quale passeranno i tubi per il trasferimento dell’idrogeno dal carro bombolaio verso l’Unità di erogazione;
  • vari sistemi ausiliari quali piping (ovvero sistema di tubazioni), antincendio, rilevazione gas e incendi, illuminazione, rete di terra atti al corretto funzionamento ed in sicurezza della sequenza di rifornimento treni.

In parole semplici l’impianto di rifornimento idrogeno per treni funziona in modo simile a un gigantesco distributore di carburante, ma specificamente progettato per l’idrogeno.

Di seguito una semplificazione dei passaggi principali :

1. L’idrogeno viene tenuto in un carro bombolaio, ossia in un veicolo che serve sia come mezzo di trasporto che come contenitore per lo stoccaggio dell’idrogeno.

2. Quando necessario, l’idrogeno viene trasferito dal carro bombolaio al treno. Questo avviene tramite un’unità di erogazione, che gestisce il flusso di idrogeno dai serbatoi del carro fino ai serbatoi del treno, per un rifornimento sicuro e controllato.

3. Diverse tecnologie e sistemi ausiliari supportano il funzionamento sicuro dell’impianto, tra cui sistemi di sicurezza per il rilevamento di fughe di idrogeno, sistemi antincendio, e sistemi di controllo operativo.

Cerchiamo di chiarire il concetto di “impianto mobile” in relazione al progetto di rifornimento di idrogeno a Rovato

L’Impianto a Rovato è permanente

  • L’impianto di rifornimento di idrogeno di Rovato è un’infrastruttura permanente, come indicato nella Relazione Generale del progetto (link: B32-D-a-001-IT–R1_Rel generale.pdf).
  • Non è un impianto temporaneo o “mobile” nel senso di essere smantellato e riposizionato periodicamente o dopo poco tempo.

Idrogeno mobile per la distribuzione ai treni

  • La dizione “idrogeno mobile/impianto mobile” si riferisce al sistema di stoccaggio e distribuzione dell’idrogeno utilizzato per rifornire i treni. Questo sistema è progettato per essere flessibile e trasportabile, consentendo il rifornimento di idrogeno a mezzo del carro bombolaio.

Impianto permanente con flessibilità di distribuzione

  • In sintesi, l’impianto “mobile” di Rovato è una struttura fissa che utilizza un sistema flessibile per la distribuzione dell’idrogeno ai treni.
  • La mobilità si riferisce al sistema di distribuzione, non all’impianto stesso.

Esempio per rendere chiara la struttura

  • Immaginate un distributore di benzina dove l’impianto è fisso, ma le autocisterne che trasportano il carburante sono mobili.
  • Lo stesso principio vale per l’impianto di Rovato: l’impianto è fisso, ma l’idrogeno può essere trasportato e distribuito ai treni in modo flessibile.

Conclusione

L’impianto di rifornimento di idrogeno di Rovato è un’infrastruttura permanente che rappresenta una soluzione innovativa per la distribuzione di idrogeno ai treni. Il sistema di distribuzione flessibile consente di rifornire i treni muovendosi al punto individuato per il rifornimento.

L’intervento complessivo per l’impianto di manutenzione (maxi officina) riguarda:

  • la realizzazione di un impianto di manutenzione rotabili per i nuovi treni alimentati ad idrogeno da utilizzare per il servizio di trasporto regionale passeggeri sulla tratta ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo;
  • la formazione di un parco ferroviario a servizio del nuovo deposito per il ricovero di parte del nuovo materiale rotabile;
  • l’adeguamento della stazione di Rovato FN in funzione dell’inserimento del nuovo impianto;
  • l’adeguamento di un tratto di viabilità campestre a nord dell’attuale stazione per consentire la chiusura del passaggio a livello di viale Cesare Battisti;
  • la realizzazione, quale opera complementare per il miglioramento dell’accessibilità ciclopedonale alla stazione di Rovato FN, di un nuovo tratto di pista ciclabile lungo la via Poffe.

CONSIDERAZIONE SUL PROGETTO DI ROVATO “H2iseO”

Descrizione del Contesto Paesaggistico e Urbano

  • L’area d’intervento individuata è descritta, nella documentazione progettuale, come marginale rispetto al centro urbanizzato di Rovato e confinante con aree agricole. Nella stessa documentazione viene però evidenziata l’importanza del paesaggio esistente e la sua potenziale alterazione a seguito della realizzazione dell’impianto.Immagine della Relazione nel progetto H2iseO

Impatto Visivo e Alterazione del Paesaggio

  • Il paesaggio interessato è descritto nella documentazione come privo di valori paesaggistici o di biodiversità particolarmente significativi, ma tali considerazioni non escludono l’impatto visivo che l’impianto potrebbe avere sulla percezione del paesaggio da parte della comunità locale e dei visitatori. Si deve evidenziare che i lavori fino a oggi svolti hanno già completamente distrutto la veduta del paesaggio raffigurata a pag. 6 del documento Studio di Prefattibilità Ambientale (pdf B32-D-e-001-IA-R0).

Incremento del Traffico e dell’Impatto Acustico

  • Nella Relazione Generale si legge “Vista l’assenza di organi in movimento e apparecchiature rotative, le uniche sorgenti di rumore previste sono appunto il carro bombolaio durante il transito nell’area di impianto, il flusso di idrogeno durante il rifornimento e lo scarico delle valvole pneumatiche durante la loro attivazione. Queste sorgenti di rumore saranno sporadiche pertanto non saranno impattanti confrontati col livello di rumore già presenta nella zona urbana di interesse e irrilevanti ai fini della valutazione d’impatto ambientale”.
  • Nello Studio di Prefattibilità si precisa che per quanto riguarda la fase di esecuzione, gli effetti sulla salute pubblica potrebbero derivare principalmente dal rumore generato dai macchinari, soprattutto per quanto riguarda la manutenzione dei convogli. L’impianto è progettato con strutture in cemento pensate per proteggere da possibili esplosioni o incendi e aiutare a mitigare la rumorosità. Questo fa sì che i livelli di rumore rimangano al di sotto dei limiti legali.
  • Si deve osservare che l’incremento del traffico e dell’impatto acustico derivante dall’operatività dell’impianto comporteranno comunque l’incremento della rumorosità dell’area (rumore su rumore).
  • Gli aspetti acustici, dovuti alla natura dell’intervento e alle sue implicazioni sulla infrastruttura di trasporto e sulla viabilità locale, richiedono di essere valutati a livello politico non solo in ottica di rispetto dei valori di legge, ma anche di qualità di vita delle persone che abitano l’area limitrofa (che include una scuola materna a poche centinaia di metri).

Rischi legati all’uso dell’idrogeno

  • La discussione sulla sicurezza e sui rischi associati all’utilizzo dell’idrogeno come fonte energetica, sebbene riconosciuta come pulita, richiede un’attenta valutazione delle misure di sicurezza e di emergenza per mitigare potenziali incidenti e maggiori valutazioni in ordine al metodo utilizzato per la sua produzione nel caso specifico. La considerazione dell’ uso di energie pulite da parte dell’impianto deve includere anche considerazioni in ordine al metodo di produzione dell’idrogeno utilizzato e quindi l’eventuale immissione di gas serra in sede produttiva.
  • La scelta di utilizzare la tecnologia di Steam Methane Reforming (SMR) alimentata da biometano, con l’aggiunta della cattura e stoccaggio del carbonio (CCS), riduce l’impatto ambientale rispetto ai metodi tradizionali di SMR, grazie all’utilizzo di biometano, una risorsa rinnovabile, e alla mitigazione delle emissioni di CO2 attraverso il CCS. Tuttavia, nonostante queste innovazioni, il metodo adottato non raggiunge il livello di sostenibilità dell’idrogeno prodotto esclusivamente tramite processi che non comportano emissioni di gas serra.
  • L’impianto di rifornimento non risulta soggetto agli obblighi di cui alla  Direttiva Seveso III (direttiva 2012/18/UE) e al Decreto Legislativo 26 giugno 2015, n. 105. Questa normativa prevede stringenti misure di sicurezza e appositi processi per la pianificazione delle risposte di emergenza ai fini di garantire la protezione della salute pubblica e dell’ambiente circostante. Sarebbe stato utile chiarire esplicitamente i motivi della non applicabilità della direttiva all’impianto.
  • Dai dati contenuti nei vari documenti del progetto possiamo fare questa ipotesi: ogni treno ha una capacità di 2 serbatoi, ognuno contenente 160 kg di idrogeno. Quindi, ogni treno può contenere 320 kg di idrogeno. Con 5 binari indicati (di cui due dedicati al rifornimento) possiamo ipotizzare cinque treni, la quantità totale di idrogeno nei treni è 5×320=1600g. Aggiungendo la capacità del carro bombolaio, che è di 1400 kg, la quantità massima totale di idrogeno presente nell’impianto non dovrebbe essere superiore a 300 kg ovvero 3 tonnellate o di 3400 kg considerando il secondo carro bombolaio da 400Kg (massa totale).
  • La Direttiva Seveso III regola impianti superiori alle 5 tonnellate di idrogeno, si può concludere che probabilmente l’impianto di rifornimento idrogeno per treni di Rovato non supera questo dato.
  • Sarebbe utile fornire alla popolazione residente una chiara e semplificata informazione ufficiale sulla quantità massima d’idrogeno accoglibile nel sito, considerando il numero massimo di treni in stazionamento oltre all’idrogeno contenuto nell’impianto di rifornimento.
  • L’impianto di rifornimento risulta assoggettato alla normativa elencata all’interno della documentazione del progetto (Relazione Generale).

Impatti sulla Biodiversità e sui Corridoi Ecologici

  • L’assenza di una significativa biodiversità o di valori paesaggistici nell’area d’intervento come ritenuto nell’analisi, non elimina la necessità di considerare gli impatti potenziali sui corridoi ecologici e sulla fauna locale, specialmente in un contesto caratterizzato da una forte presenza agricola e naturale.

Consumo di Suolo e Sostenibilità

  • La trasformazione dell’uso del suolo da agricolo o naturale a industriale per la realizzazione dell’impianto solleva questioni legate al nuovo consumo di suolo e alla sua sostenibilità a lungo termine, considerando anche gli obiettivi di conservazione del paesaggio.Area Nord Progetto Treni Idrogeno di Rovato
  • La stessa foto riportata nella relazione dimostra che l’impianto deteriora il confine tra area urbanizzata ed agricola, andando in definitiva ad aumentare l’edificato industriale a confine dell’area residenziale e a distruzione del paesaggio naturale visibile dalle abitazioni. Queste abitazioni con l’intervento si trovano a vedere la maxi officina anziché il paesaggio naturale.

Mancanza di Coinvolgimento Pubblico e Trasparenza sull’Impianto di Rifornimento

  • Nel procedimento decisionale riferito all’impianto di rifornimento non è stata inclusa la cittadinanza e nemmeno avviato un procedimento di informazione diffusa sul territorio, emergono quindi evidenti preoccupazioni dovute ad una partecipazione insufficiente nella gestione del progetto.  Nell’iter decisorio sono stati chiamati ad esprimere un parere solamente i seguenti soggetti: REGIONE LOMBARDIA DIREZIONE SVILUPPO ECONOMICO; COMUNE DI ROVATO; ATS BRESCIA; ARPA LOMBARDIA Dipartimento di Brescia; PROVINCIA DI BRESCIA; RFI; AGENZIA DELLE ACCISE, DOGANE E MONOPOLI; MINISTERO DELL’INTERNO; Comando Vigili del Fuoco Brescia; CONSORZIO IRRIGUO ROGGIA FUSIA TERZO DI ROVATO; ACQUE BRESCIANE; LD RETI S.r.l.; TERNA RETE ITALIA S.p.A.; E-DISTRIBUZIONE S.p.A.; UNARETI S.p.A.;  OPEN FIBER S.p.A.; TIM S.p.A. VODAFONE S.p.A. WINDTRE S.p.A.; FASTWEB S.p.A.; SNAM S.p.A.; FERROVIENORD S.p.A..
  • Il Comune di Rovato ha espresso il proprio parere senza coinvolgere il Consiglio Comunale e la cittadinanza rovatese.
  • Conseguentemente non è stato possibile avviare un dialogo tra amministrazione e cittadinanza al fine di ottenere che nel progetto approvato venissero inserite migliorie urbanistiche e di mitigazione ambientale come eventualmente richieste dai cittadini, a titolo esemplificativo, prevedendo barriere antirumore.

Link autorizzazione impianto rifornimento: Regione Lombardia – Decreto n. 6155 del 27/04/2023.

LINK PER DOCUMENTI E APPROFONDIMENTI: https://…analisi_documenti_treni_idrogeno/

Stazione treni a idrogeno Rovato

Valentina Remonato – aggiornato il 12 aprile 2024

MOZIONE PER FACILITARE LA CONSEGNA DELLE DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO (DAT) – COMUNE DI ROVATO

Ritenendo fondamentale un’applicazione della Legge n. 219/2017 che consenta il più possibile l’accesso ai cittadini alla Registrazione delle proprie DAT ho presentato, in qualità di consigliere comunale capogruppo di Rovato 2020, una mozione volta ad introdurre un procedimento informatico per il deposito delle DAT.

Le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), conosciute anche come Testamento Biologico, sono una dichiarazione in cui una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere esprime le proprie volontà riguardo ai trattamenti sanitari che desidera o non desidera ricevere nel caso in cui, in futuro, si trovi in condizioni di salute tali da non poter più esprimere il proprio consenso. Le DAT permettono quindi di anticipare decisioni relative a interventi medici, terapie salvavita, cure palliative ecc., garantendo il rispetto delle proprie convinzioni e desideri in situazioni di impossibilità decisionale.

L’obiettivo della mozione è quello di consentire che nessun cittadino sia escluso dal poter esercitare questo diritto fondamentale. L’approccio proattivo verso la raccolta delle DAT senza dover muoversi dal domicilio aumenterebbe l’accessibilità del servizio e dimostrerebbe anche l’impegno del Comune di Rovato nel tutelare i diritti dei suoi cittadini.

Si ringrazia in particolare la cellula Bresciana dell’Associazione Luca Coscioni per il costante impegno per sensibilizzare sullo strumento delle DAT e nella diffusione delle informazioni utilizzate per la redazione della presente mozione.

Testo della mozione depositata: Mozione DAT

Testo della mozione definitivamente proposta al Consiglio del 22.04.24.

Aggiornamento: la mozione è stata respinta dalla maggioranza il 22.04.24

 

RISPOSTA DICHIARAZIONI CHIARI WEEK

La cosa disastrosa di Rovato è come questa maggioranza amministra il Comune. Milioni di euro buttati nel nulla. Lo sportello per assistere le donne vittime di violenza revocato. I consiglieri di maggioranza che non si presentano ai consigli o escono in gruppo facendo venire meno il numero legale. Il verbale integrale di seduta consigliare inesistente. La viabilità è impraticabile, le buche sono ad ogni angolo, le piste ciclabili e i marciapiedi finiscono nel nulla.
Sulla sicurezza ancora peggio: aggressioni, rapine, furti e roghi dolosi all’ordine del giorno, basta aprire il giornale e le notizie di questo tipo sono drammaticamente sempre presenti. Un disastro totale. Il Sindaco, nella realtà, arroccato in una posizione di assoluto non dialogo, d’incapacità generale di gestione del territorio e del corretto funzionamento amministrativo, interviene sui giornali pretendendo dalle opposizioni servilismo politico; altrimenti ci troveremo a vedere anche verso il nuovo arrivato i soliti attacchi pubblici falsi e infamanti come successo, lo ricordo bene, anche a Luciana Buffoli.
È vero, in questo contesto non tutti sono fatti per fare opposizione, c’è chi preferirebbe fare silenzio, evitare fastidi personali, ma c’è un’opposizione in consiglio che rappresento ed è dell’11% dei cittadini rovatesi, che non condividono come il Sindaco ha gestito questo Comune, e sono lì in consiglio comunale a ricordaglielo. Quei voti, rispetto al suo 23%, lui li chiama disastro, io democrazia.
Buon Natale Sindaco, stia sereno.

Valentina Remonato

08.12.2023

OGGETTO OSSERVAZIONI AL PGT – ASSENZA DI TRASPARENZA DELLA MAGGIORANZA

Sono felice di comunicare che le osservazioni che ho presentato nel mio ruolo istituzionale di consigliere comunale rappresentante della coalizione Rovato Vale, La Civica e Rovato 2020 sono state di fatto recepite dal Comune, in quanto di uguale contenuto alle successive e vincolanti prescrizioni espresse da Regione Lombardia e dalla Provincia di Brescia.

Le osservazioni sono state presentate previo confronto con i candidati a giugno 2023. Ricordo, come da mia apposita pubblica comunicazione, che i consiglieri comunali di minoranza con me eletti non hanno partecipato perché sono usciti nell’estate 2022 dal gruppo della coalizione, senza dare alcuna spiegazione politica né a me, né ai cittadini. Nello stesso periodo, però, hanno aperto alla maggioranza, con tanto di loro accordo congiunto e di nomina di un consigliere di minoranza a rappresentare anche la maggioranza per le attività di approfondimento sulle CER (attività da svolgersi in totale assenza di trasparenza, come da me apertamente contestato).

Ritengo, visto il costante comportamento di contrasto nei miei confronti per compiacere la maggioranza, che sarebbe stato più dignitoso che i colleghi costituissero un nuovo gruppo a suo tempo, smettendo subito di utilizzare un nome nel quale hanno dimostrato fin da subito di non credere e che io, invece, con orgoglio continuerò a rappresentare in consiglio comunale. Perché il progetto della coalizione Rovato 2020, Rovato Vale e La Civica è stato da me fondato, inclusa la costituzione di ogni singola lista. Per rispetto alle persone di ciascuna lista che stimo e mi sostengono, intendo quindi portare avanti il ruolo consigliare di opposizione che mi è stato assegnato dai candidati e dai cittadini.

Aver ottenuto quanto richiesto con le osservazioni è stata una grande vittoria per i cittadini che non si troveranno ad avere un polo industriale tra asili e scuole. Il PGT approvato poteva essere decisamente meglio, ma un grande passo avanti per la tutela della qualità di vita delle persone che abitano a Rovato c’è stato.

La Provincia ha rilevato, in maniera analoga a quanto indicato nelle mie osservazioni, che i comuni devono cercare di evitare la collocazione di insediamenti produttivi in contiguità ad aree residenziali e lungo la viabilità di accesso alle aree urbane e residenziali.

La Regione evidenziava criticando la ricostruzione del Comune, e conformemente a quanto evidenziato nelle osservazioni da me presentate, che “il tema della coerenza tra PTR e pianificazione di livello comunale è disciplinato dall’art. 20 della LR 12/2005 nel quale si afferma che <<Il PTR costituisce quadro di riferimento per la verifica di compatibilità degli atti di governo del territorio>> e che quindi ogni atto di pianificazione in Lombardia “deve complessivamente fare propri e mirare al conseguimento degli obiettivi del PTR.

Abbastanza agghiacciante che i colleghi consiglieri non abbiano chiesto il testo delle 56 osservazioni, e abbiano deciso di rimanere in seduta a votare documenti dei quali mai hanno visto il testo integrale. Che ne dica la maggioranza, un riassuntino non imparziale e incompleto, corredato con le loro opinioni, non corrisponde alle osservazioni, e la verità è che i colleghi hanno ragionato e votato su questo misero riepilogo senza mai chiedere il testo reale delle osservazioni. Questo elemento di legalità avrebbe, invece, dovuto essere fortemente contestato in consiglio comunale. La mia uscita dall’aula era quindi doverosa, sia perché non vi era stata nessuna consegna dei documenti sui cui si andava a votare, sia perché le mie osservazioni sono state riportate nel ricorso pendente al TAR in materia di variante al PGT.

Non è il PGT che avrei redatto, perché molto di più si poteva fare per tutelare l’ambiente, ma sicuramente è un PGT notevolmente migliorato rispetto alla prima disastrosa proposta. Sono felice di constatare che le riflessioni da me depositate sono state uguali a quelle presentate dalla Provincia di Brescia e da Regione Lombardia, con l’importante effetto di tutelare la qualità di vita dei cittadini nel rispetto della normativa vigente, e quindi in misura notevolmente maggiore rispetto alla proposta di variante approvata lo scorso aprile ed oggi superata con l’approvazione intervenuta nell’ultimo consiglio.

A questo link tutti i documenti: https://www.remonatosindaco.it/osservazioni-variante-pgt/