- Approvazione nota di aggiornamento definitiva al DUP (Documento Unico di Programmazione) 2026/2028.
- Approvazione del Bilancio di Previsione 2026-2028, dei relativi allegati e di eventuali emendamenti.
- Razionalizzazione periodica delle partecipazioni dirette ed indirette in società possedute dal Comune di Rovato alla data del 31/12/2024.
- Verifica periodica sulla situazione gestionale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica di cui all’art. 30 del D.lgs. n. 201/2022.
Come noto, la nota di aggiornamento al DUP è, per legge, “atto presupposto indispensabile per l’approvazione del bilancio di previsione” e rappresenta quindi il momento in cui l’Amministrazione chiarisce quali priorità politiche intende perseguire nel prossimo triennio.
Nei documenti che accompagnano la delibera si richiama il parere favorevole del Collegio dei Revisori. Elemento positivo, ma certamente non esauriente. È infatti di fondamentale importanza che l’organo consiliare vada oltre l’attività del Collegio, altrimenti rischia di abdicare al proprio ruolo politico.
Il Collegio dei Revisori attesta la presenza di tutti i contenuti previsti dal principio contabile. Ma il parere tecnico non può, per sua natura, entrare nel merito delle scelte politiche e nemmeno valutare l’opportunità delle scelte indicate.
È quindi doveroso osservare come molte sezioni del DUP abbiano un carattere ricognitivo ed elencativo: spesso mancano motivazioni politiche chiare ed esplicite, non essendo accompagnate dal metodo di una valutazione comparativa, puntuale, tra la situazione attuale, i bisogni rilevati e gli obiettivi perseguiti.
Il DUP afferma correttamente che i documenti di programmazione dovrebbero consentire ai portatori di interesse di: “conoscere i risultati che l’Ente si propone di conseguire” e “valutare il grado di effettivo conseguimento dei risultati”. Eppure, nella parte operativa gli obiettivi sono spesso descritti, ma raramente politicamente misurabili, in quanto manca l’utilizzo di un sistema d’indicatori chiari di impatto sociale o gestionale.
Il DUP dedica ampio spazio agli investimenti e alle opere pubbliche, ma la riflessione assente riguarda la sostenibilità futura di queste scelte. Un esempio lampante è la struttura del Foro Boario finanziata come mercato coperto; questo è il dato di fatto, a fronte della mera dichiarata intenzione della maggioranza di procedere con altri utilizzi; come ad esempio, nell’ultima seduta, la dichiarata intenzione di destinarlo a Pinacoteca. Si mostra, quindi, chiaramente uno scollamento tra il dato amministrativo, l’impegno finanziario e la capacità politica di relazionarsi con quanto documentalmente dichiarato e vincolato. L’impegno politico (ovvero le dichiarazioni pubbliche) dovrebbe essere rispecchiate nei documenti: tale coerenza non è, invece, espressa. Risulta assente, per i cittadini, la possibilità di ricondurre chiaramente la volontà politica (pubblicamente affermata) agli atti concretamente posti in essere.
Nel documento si conferma che l’Ente non è strutturalmente deficitario, come risulta dalla tabella dei parametri ai sensi dell’art. 242 TUEL. Tuttavia, si osserva che la rigidità da indebitamento è in crescita, raggiungendo oggi circa il quattro e mezzo % (4,570%) dell’indice: entrate correnti assorbite dal rimborso dei mutui e interessi. Questo dato dovrebbe indurre prudenza d’analisi, soprattutto quando non sono esplicitati i costi di gestione futuri delle nuove opere; e non viene chiarita nemmeno la prospettiva politica di quale sarà, negli anni successivi, l’impatto sul bilancio corrente.
Il DUP, a pag. 36, ci ricorda che tutte le misure, sia gli investimenti che le riforme, devono essere concluse entro il 31 dicembre 2026, rispettando una roadmap che definisce milestone e target e che condiziona il trasferimento delle risorse finanziare al loro raggiungimento. Il DUP riporta un’apposita sezione dedicata agli interventi PNRR; ma l’elenco degli interventi non è accompagnato da una valutazione dei rischi; non è esplicitato cosa accadrà in caso di ritardi, rimodulazioni o mancati finanziamenti. In un contesto nazionale in cui il PNRR è stato oggetto di revisioni, questa mancanza di analisi politica rappresenta una lacuna. Gli uffici non hanno il compito di prevedere situazioni e strategie di salvaguardia in considerazione di possibili problemi: questo compito è della politica. Se non c’è questa volontà, possiamo serenamente dire che un tecnico potrebbe fare meglio di qualsiasi consigliere comunale che decida di vivere il Consiglio come mera presenza, mentre invece il valore del consigliere non sta in titoli o qualifiche, ma nella propria capacità di portare un contributo politico di riflessione al tavolo Consigliare. Sia chiaro: il Consiglio non è mera arena d’opinione, ma occasione di riflessione politica sulle questioni di sua competenza. In questa direzione, un elemento che colpisce è l’assenza di un metodo diffuso di percorsi concreti di coinvolgimento dei cittadini; sono, invece, profondamente convinta che il confronto con associazioni, categorie economiche o realtà del territorio dovrebbe essere sinergico e trasversale. Eppure lo stesso DUP afferma che la programmazione: “richiede il coinvolgimento dei portatori di interesse nelle forme e secondo le modalità definite da ogni Ente”. Questa affermazione resta, però, priva di sistematico riscontro operativo nel documento che siamo chiamati a valutare. Il DUP non presenta – come invece credo auspicabile – la presenza sistematica e concreta di tale metodo.
Approvazione del Bilancio di previsione 2026–2028
Nel bilancio di previsione 2026–2028 emerge un elemento che merita particolare attenzione:
il Fondo Pluriennale Vincolato risulta costituito esclusivamente per la parte corrente, mentre è assente per la parte capitale. Questo dato, va chiarito subito, non costituisce un’irregolarità contabile; ma non per questo può essere ignorato. Il Fondo Pluriennale Vincolato, di parte capitale, consente di rappresentare correttamente nel tempo l’assunzione degli impegni; la reale scansione degli investimenti; e l’impatto futuro delle scelte fatte oggi. È utile a rendere prevedibile quando un investimento pubblico verrà davvero pagato e con quali risorse, evitando che i costi non vengano considerati tempestivamente e rinviati ai bilanci futuri.
La mancata costituzione del Fondo Pluriennale Vincolato di parte capitale rappresenta una criticità prospettica, perché se non adeguatamente motivata e spiegata, può impedire di individuare per tempo futuri squilibri, rinviando agli esercizi successivi effetti finanziari che oggi non emergono con chiarezza. In sostanza un bilancio può essere in equilibrio oggi, ma trasferire rigidità e impedire di vedere per tempo criticità che per le scelte di oggi saranno inevitabili nei bilanci futuri. Potrebbe quindi rivelarsi una gatta da pelare per il prossimo Sindaco/Sindaca.
Questo aspetto assume particolare rilievo se lo si collega al Programma triennale delle opere pubbliche; alla dinamica delle entrate in conto capitale; alla previsione di nuova accensione di prestiti negli anni successivi. Sul punto ritengo opportuno evidenziare che questa maggioranza prevede un nuovo mutuo di circa 3,8 milioni per un nuovo teatro (da 450 posti) che comporterà una spesa complessiva di 6 milioni e 400 mila euro indicata nel biennio tra il 2027 e il 2028. I documenti paiono, così, confermare quanto emerso nel mio accesso agli atti del 2023, ovvero che il già immenso fabbricato appena realizzato nell’ area del mercato coperto sarà duplicato. A questa maggioranza la dimensione dell’enormità cementificata, nell’area del mercato coperto, pare, quindi, non bastare. Colgo l’occasione per dire che non condivido in alcun modo la scelta, perché credo che la politica di maggioranza dovrebbe relazionare sui bisogni individuati; spiegare gli obiettivi politici, e discutere le scelte con la cittadinanza prima della loro adozione. In breve, tornando alla questione centrale, l’assenza, del Fondo Pluriennale Vincolato, di parte capitale, pone una domanda politica chiara e che non trova risposta nel documento: gli investimenti sono realmente programmati nel tempo, oppure vengono rinviati senza una rappresentazione finanziaria chiara dei loro effetti? In sostanza anche qui il ragionamento politico non emerge con la dovuta trasparenza.
Il Fondo Pluriennale Vincolato di parte capitale è uno strumento che serve a garantire massima attendibilità e prudenza nella programmazione finanziaria. Questo non è un tecnicismo per addetti ai lavori. È una questione di trasparenza politica verso il Consiglio comunale e, soprattutto, verso i cittadini. Su questo argomento lo stesso Collegio dei revisori ricorda la deliberazione n. 22/2025 della Corte dei conti Sezione regionale di controllo Veneto.
In generale, è necessario ricordare che un bilancio che non rende immediatamente leggibile: quando e come gli investimenti produrranno effetti; e quale sarà l’impatto sui futuri equilibri, rischia di non fornire gli strumenti necessari a consentire al Consiglio di esercitare con cognizione di causa il proprio ruolo di indirizzo e controllo.
Per queste ragioni, pur riportando il parere dei Revisori che riconosce la correttezza tecnica del bilancio di previsione 2026–2028, ritengo doveroso segnalare che: l’assenza del Fondo Pluriennale Vincolato di parte capitale è una questione di non poco conto, perché può impedire la tempestiva individuazione di squilibri futuri e indebolire la qualità della programmazione finanziaria. Su questi aspetti il Consiglio dovrebbe essere coinvolto in una riflessione di maggioranza che consenta un confronto politico consapevole e responsabile con la minoranza.
Razionalizzazione periodica delle partecipazioni societarie
La razionalizzazione delle partecipazioni non dovrebbe essere letta come un mero adempimento formale, ma come un’occasione per il Consiglio di interrogarsi sul senso e sulla funzione della presenza pubblica in una società partecipata, oggi e nel futuro. Nel documento che ci viene sottoposto non vengono indicati obiettivi strategici, aspettative o criteri di monitoraggio; non emerge una vera valutazione politica sulle prospettive della partecipazione del Comune in COGEME S.p.A.. Mantenere una partecipazione è una scelta politica che comporta allocare risorse pubbliche.
Eppure, in questo atto non si esplicita che cosa il Comune si attenda dalla partecipazione; non si chiarisce quale valore aggiunto concreto essa produca per la comunità; non si propone una visione prospettica, limitandosi a constatare che non vi sono cause ostative al mantenimento. L’occasione sarebbe invece stata importante per capire gli indirizzi di COGEME S.p.A. e gli effetti prodotti sul territorio.
Il ruolo del Consiglio non dovrebbe essere solo ricognitivo; il Consiglio comunale non è chiamato soltanto a prendere atto che “tutto è in regola”. Il suo compito è esercitare indirizzo e controllo. Non è però possibile nessun reale indirizzo senza la dovuta illustrazione delle finalità politiche perseguite a mezzo della scelta amministrativa. Qui è presentata una mera ratifica tecnica, priva di un vero confronto sulle scelte strategiche. Scelte che restano, purtroppo, non esplicitate al Consiglio comunale.
Verifica periodica della situazione gestionale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica
La verifica periodica dei servizi pubblici locali dovrebbe essere l’occasione per interrogarsi non solo sul rispetto formale dei contratti, ma anche sull’adeguatezza dei servizi rispetto ai bisogni attuali della comunità, sulla sostenibilità dei costi nel medio periodo e sulle prospettive future del sistema dei servizi. Nel documento la qualità del servizio viene ricondotta al rispetto delle clausole contrattuali e degli standard minimi previsti, senza una reale valutazione dell’impatto che questi servizi hanno sui cittadini. Mancano, ad esempio, elementi che consentano di comprendere il livello di soddisfazione dell’utenza, la prospettiva dell’evoluzione dei costi a carico delle famiglie o le ricadute sociali considerate quali conseguenze delle scelte gestionali. La relazione è correttamente redatta, gli uffici hanno scupolosamente svolto il proprio lavoro. Manca purtroppo l’intervento della politica, o meglio, manca la lettura politica del dato fornito. Nel documento vi sono servizi che rappresentano una parte significativa dell’azione amministrativa e incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone. Il piano economico finanziario (PEF) riferito ai rifiuti presenta una prospettiva crescita costante (da € 2.054.693,18 milioni nel 2018 a 2.420.746 € nel 2024); l’illuminazione pubblica presenta un impegno pluriennale considerevole con un canone per il 2024 di € 574.859,89; i servizi scolastici vedono una compartecipazione significativa delle famiglie (ad ES. Il costo del servizio mensa scolastica, a carico delle famiglie, è calcolato sui pasti effettivamente consumati, precisamente per RESIDENTI € 5,10 a pasto e per NON RESIDENTI 6,20€ a pasto). La verifica periodica dei servizi pubblici locali dovrebbe essere l’occasione per interrogarsi non solo sul rispetto formale dei contratti, ma anche sull’adeguatezza dei servizi rispetto ai bisogni attuali della comunità, sulla sostenibilità dei costi nel medio periodo e sulle prospettive future del sistema dei servizi. La verifica presentata adempie all’obbligo normativo, ma lascia irrisolte le domande a cui la politica dovrebbe rispondere.
PAG 16 DUP

p.25 del DUP

PAG. 36 DUP


P.213 DUP

Pag. 5-6 parere revisori

PAG. 19 PARERE REVISORI

PAG 21 PARERE REVISORI

PAG. 1 DEL QUADRO DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE

PAG.9 DEL QUADRO DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE

GRAFICO DELLE PARTECIPAZIONI (al 31.12.2024)
Interventi di Valentina Remonato in Consiglio Comunale del 18.12.2025