Consiglio Comunale 27.11.2025
- Approvazione verbali seduta del 25 settembre 2025.
- Comunità Energetica Rinnovabile denominata “CER della Città di Rovato e della Franciacorta” – Presa d’atto delle modifiche dello statuto dell’Associazione
- 7^ Variazione al Bilancio di Previsione 2025-2027
I cittadini devono poter confidare che ogni deliberazione pubblicata sia verificata dallo stesso organo che l’ha adottata. Per questo, in ogni seduta si controllano i verbali della seduta precedente, e ciò vale anche per la seduta di oggi.
Togliere dal resoconto la prima deliberazione del 25 settembre 2025, con cui sono stati esaminati i verbali precedenti, significa cancellare dal controllo degli atti pubblici l’intera discussione su quell’esame, comprese le osservazioni sulla mancanza di un verbale completo e unitario.
Questa omissione contrasta col Regolamento consiliare (art. 61), che impone al Consiglio di approvare il verbale per garantirne la correttezza e assicurare ai cittadini informazioni fedeli alla realtà dei fatti.
L’emendamento che ora presento chiede di reintrodurre quella deliberazione ingiustamente omessa, ripristinando la verifica delle deliberazioni a partire dalla n. 23 del 25 settembre 2025.
Ribadisco che la verifica accurata del verbale non è un dettaglio tecnico, ma una garanzia di trasparenza a tutela della correttezza delle informazioni rese ai cittadini.
27.11.2025
Gentile Presidente del Consiglio,
la sottoscritta, Consigliere presentatore, sottopone a questa assemblea il seguente emendamento, alla proposta deliberativa di cui al punto n. 1 Approvazione verbali seduta del 25 settembre 2025, si propone che il testo della deliberazione sia così emendato: dopo le parole «Visti i verbali delle seguenti deliberazioni approvati dal Consiglio Comunale nella seduta del 25 settembre 2025:» inserire «n. 23 Approvazione verbali seduta del 24 luglio 2025». Valentina Remonato
Nella Comunità Energetica Rinnovabile (CER) i cittadini possono produrre e condividere energia elettrica da fonti rinnovabili. L’idea è ottima. Oggi però, nel Comune di Rovato, è stata creata una CER zoppa, perché questo progetto non ha goduto di un lavoro congiunto all’interno di una commissione che ne garantisse un iter trasparente e pubblico.
Lo Statuto della CER rovatese torna ora in Consiglio comunale dopo essere stato migliorato e, rispetto alla versione precedente, presenta alcuni passi avanti, grazie a una struttura più completa e più aderente alla normativa aggiornata.
Purtroppo però la struttura giuridica di associazione non riconosciuta è rimasta invariata, e questo significa che la CER continua a non avere una personalità giuridica distinta: i debiti maturati dall’associazione si potrebbero riversare sulle tasche dei singoli aderenti che la amministrano ovvero che agiscono in suo nome e conto. Questo accadrà se la CER dovesse trovarsi a far fronte a spese superiori alle entrate — ad esempio qualora un incidente, per colpa di un disfunzionamento dell’impianto elettrico, causasse danni che il patrimonio dell’associazione non è in grado di coprire. In quel caso gli aderenti attivi dovrebbero pagare di tasca loro.
A questo si aggiungono ulteriori criticità, come:
- la possibilità di delegare il ruolo spettante all’Associazione di delegato responsabile e referente del riparto dell’energia elettrica condivisa a un soggetto terzo, limitando la scelta ai soli obblighi di legge, senza chiari specifici criteri interni per l’individuazione di tale soggetto e in considerazione della sua specifica importanza;
• il sistema di voto basato sui POD, che attribuisce più voti a chi possiede più punti di connessione, squilibrando la rappresentanza. Questo, di regola, ha l’effetto di ridurre l’impatto dell’interesse collettivo individuato dagli aderenti, aumentando la forza del singolo in ragione della mera posizione occupata, con l’effetto potenziale di avere una maggioranza anche su questioni delicate non fondata sul numero di persone, ma sul potere materiale delle stesse nella CER;
• inoltre, restano comunque preavvisi di recesso molto lunghi — 60 giorni per piccoli impianti e 180 giorni per impianti superiori — che limitano la libertà degli aderenti e dello stesso Comune. La valutazione si aggrava considerando che la maggioranza di teste dissenziente rischia di restare vincolata per 60 giorni a una scelta non voluta dalla maggioranza delle persone, ma imposta da una minoranza che diviene maggioranza grazie al numero di POD posseduti. In sostanza, un POD vale quanto una persona; due POD valgono più di una persona; - la possibilità per l’associazione di estendere la propria attività, nei limiti di legge, anche oltre il territorio comunale, senza la presenza di un indirizzo politico locale che guidi l’azione. In sostanza, mancano chiari contrappesi che fondino l’azione della CER nel perseguimento dell’interesse pubblico rovatese: non basta la sola presenza del Comune (o un suo membro nel direttivo) per raggiungere questo scopo;
È evidente come questa struttura non sia la migliore premessa per un progetto vincente, che ambisca a perseguire non un mero progetto oggi molto di moda, ma un risultato d’interesse collettivo.
Credo che questa CER non abbia goduto della dovuta partecipazione e che le istituzioni dovrebbero mettere le proprie competenze a tutela della comunità, evitando di creare strutture che presentano rischi che ben avrebbero potuto essere evitati nell’ambito di un’iniziativa promossa a livello comunale.
Questo progetto avrebbe meritato il massimo delle tutele e della trasparenza, visto il suo nobile obiettivo: favorire uno sviluppo energetico rinnovabile, sostenibile e realmente accessibile alla cittadinanza. Purtroppo l’assenza di lungimiranza dei colleghi di minoranza nella scelta di metodo, e il disinteresse di fondo della maggioranza nel dare una struttura giuridica forte ha portato a questo modesto risultato.
Sarebbe stato doveroso, invece, tutelare tutti gli aderenti da rischi economici ulteriori rispetto all’importo investito, garantendo un modello organizzativo più solido e più sicuro per i cittadini e volto a perseguire l’interesse pubblico rovatese.
Questa settima variazione al bilancio di previsione 2025–2027 evidenzia alcune scelte necessarie, ma allo stesso tempo mette in luce criticità profonde nella programmazione, nella gestione e nelle priorità politiche di questa amministrazione.
La prima osservazione riguarda il metodo, assistiamo alla consueta presentazione di decine e decine di micro-spostamenti tra capitoli, rettifiche successive, correzioni continue. Questo modo di procedere è il segnale evidente che il bilancio iniziale non era costruito su previsioni solide. Una variazione frammentata in centinaia di piccoli aggiustamenti non assicura trasparenza né piena comprensibilità ai cittadini e perfino a chi, come noi, è chiamato a valutarla, peraltro in tempi strettissimi.
La seconda criticità riguarda la parte investimenti. Il bilancio risulta poggiato in misura maggioritaria su contributi esterni – PNRR, fondi regionali, trasferimenti straordinari. È evidente che, se anche uno solo di questi contributi dovesse essere ritirato, ridotto o ritardato, molte opere risulterebbero bloccate o prive di copertura. È un rischio reale che riguarda in particolare il nuovo mercato coperto, che assorbe due mutui molto rilevanti, per un totale di quasi tre milioni di euro. Una quota di indebitamento così concentrata su un’unica opera è una scelta politica da me assolutamente non condivisa. Non solo limita la capacità finanziaria futura del Comune, ma crea un’esposizione strutturale che potrebbe avere effetti deleteri sui bilanci dei prossimi anni.
Appare altrettanto preoccupante il ricorso estensivo agli oneri di urbanizzazione per finanziare manutenzioni e spese ricorrenti. Lo sappiamo: gli oneri dovrebbero servire primariamente a creare nuove opere, non a coprire interventi ordinari o ripetitivi. Questa impostazione, ripetuta anno dopo anno, porta a un modello deciso politicamente da questa amministrazione e che non credo sia davvero sostenibile nel lungo periodo.
Sulla spesa corrente emergono segnali chiari di instabilità previsionale. I capitoli dell’energia elettrica, dell’acqua, delle manutenzioni e degli impianti sportivi sono oggetto di aumenti e diminuzioni ripetute. Credo si continui a confermare la politica del navigare a vista poiché una previsione che si modifica più volte indica che non c’è stata una sufficiente analisi politico-amministrativa iniziale.
Lo stesso vale per il settore sociale: vi è un aumento significativo della spesa per minori, per gli interventi educativi, per l’assistenza. Si tratta di bisogni reali, e condivido l’attenzione, ma proprio per questa importanza sarebbe stata necessaria una programmazione strategica, non una semplice variazione contabile di fine anno. Quando una comunità ha bisogni sociali crescenti, serve una risposta politica di lungo periodo, non solo una copertura finanziaria immediata.
Infine, guardando l’Allegato E, colpisce la sproporzione tra il numero di opere previste e i tempi utili per portarle avanti. Decine di interventi, alcuni impegnativi e tecnicamente complessi, concentrati nello stesso esercizio. È oggettivamente difficile pensare che possano essere avviati, affidati e chiusi in tempi coerenti con le scadenze dei finanziamenti. Il rischio è quello di ritardi, richieste di proroghe, perdita di fondi o necessità di ulteriori variazioni. Auguro al prossimo Sindaco di saper gestire questa patata bollente, perché credo che ormai sia impossibile invertire la rotta delle decisioni assunte.
In sintesi: questa variazione non chiarisce le priorità politiche dell’amministrazione. Mette molte cose insieme, ma non dice quali siano davvero urgenti, quali strategiche e quali rinviabili. È una variazione che corregge, sposta, aggiusta, ma non orienta. E questo, per un Comune della nostra dimensione, è un limite politico considerevole.
Il bilancio dovrebbe essere la bussola dell’azione amministrativa, non la fotografia di aggiustamenti continui. Questo documento non si presenta con la dovuta certezza e direzione. La nostra comunità meriterebbe che in questa sede venga presentata una programmazione politica che consenta di comprenderne gli effetti contabili con chiarezza e lungimiranza.
Interventi di Valentina Remonato in Consiglio Comunale del 27.11.2025