I consiglieri comunali ricevono 21 euro per la loro attività: nel 2024, dove si sono tenuti 6 consigli e 6 commissioni, un consigliere ha ricevuto al massimo un totale di 252 euro l’anno. Il ruolo in esame non è paragonabile a quello svolto dagli assessori, che ricevono 1.863 euro mensili ciascuno e che quindi in un anno possono arrivare a 22.356 euro (salvo non vi sia un altro lavoro retribuito che riduce l’importo al 50%). Questa differenza economica evidenzia la distinzione: alla Giunta (composta dagli assessori) è assegnato il ruolo d’azione, mentre il Consiglio ha un ruolo di indirizzo e verifica. La minoranza (ovvero i candidati sindaci e i loro candidati consiglieri che hanno perso le elezioni raggiungendo un minimo di voti) ricopre unicamente i ruoli di consigliere comunale, in un numero insufficiente a determinare le scelte dell’ente, che vengono invece assunte dalla maggioranza dei consiglieri. È quindi un errore percepire la minoranza come un’antagonista con potere decisionale. Al massimo, il consigliere eletto in minoranza che dovesse trovarsi sempre d’accordo con la maggioranza aderirebbe ad essa, ma non potrebbe mai e in alcun modo forzare la maggioranza ad adottare decisioni di minoranza. In sostanza, è sbagliato pensare che la minoranza possa collaborare con la maggioranza, quello che può succedere è unicamente che la maggioranza scelga di relazionarsi con essa. In conclusione, la collaborazione tra maggioranza e minoranza, intesa come risultati effettivi di quest’ultima, dipende dalla volontà della maggioranza. L’attuale maggioranza, nel corso di questo mandato, nemmeno ha consentito alla minoranza di discutere tutti gli argomenti dalla stessa indicati nel consiglio richiesto da un quinto dei consiglieri.
Valentina Remonato, Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica
