Comunità Energetica, Il Leone, Novembre 2025

Nella Comunità Energetica Rinnovabile (CER) i cittadini possono produrre e condividere energia elettrica da fonti rinnovabili. L’idea è ottima. Oggi però, nel Comune di Rovato, è stata creata una CER zoppa. Questo progetto non ha goduto di un lavoro congiunto all’interno di una commissione che ne garantisse un iter trasparente e pubblico.
Lo Statuto della CER rovatese, questo mese, è tornato in consiglio comunale per essere migliorato. Purtroppo però la struttura giuridica di associazione non riconosciuta è rimasta invariata, quindi i debiti eventualmente maturati dall’associazione si potrebbero riversare sulle tasche dei singoli aderenti che la amministrano ovvero che agiscono in suo favore. Ciò accadrà se la CER dovesse trovarsi a far fronte a spese superiori alle proprie entrate, come ad esempio qualora vi fosse un incidente che, per colpa di un disfunzionamento dell’impianto elettrico della CER, causi danni ingenti alla linea che il patrimonio della CER non è in grado di coprire. In questo caso gli aderenti attivi dovranno pagare di tasca loro.
È evidente come questa non sia la migliore premessa per un progetto vincente. Sarebbe stato doveroso tutelare tutti gli aderenti da rischi economici ulteriori rispetto all’importo investito. Il mio voto a questo progetto è contrario perché credo che le istituzioni debbano mettere le proprie competenze a tutela dei cittadini, evitando di creare strutture con rischi che ben avrebbero potuto essere evitati nell’ambito di un’iniziativa comunale.
Il progetto avrebbe invece meritato il massimo delle tutele, visto il nobile obiettivo di uno sviluppo energetico rinnovabile.
Valentina Remonato
Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica