Nel Consiglio Comunale sono state affrontate scelte che graveranno sul futuro di Rovato. Nella programmazione (DUP) manca una valutazione comparativa tra bisogni, scelte e risultati perseguiti, mentre sul PNRR incombono i rischi da ritardo per le opere in cantiere che eventualmente non dovessero essere concluse alla scadenza del 31/12/2026.
Sul tema della sostenibilità, il caso dell’edificio nel Foro Boario è emblematico: finanziato come mercato coperto, oggi la maggioranza ipotizza altri utilizzi, come una pinacoteca, creando incoerenza tra atti amministrativi e dichiarazioni pubbliche.
Nel bilancio spicca l’assenza del Fondo Pluriennale Vincolato di parte capitale, che rende meno leggibili gli effetti delle decisioni odierne. Preoccupa il nuovo mutuo da 3,8 milioni, nel 2028, per un teatro da 450 posti e un costo complessivo di oltre 6 milioni: la maggioranza vuole duplicare la dimensione della recente e già gigantesca costruzione del Foro Boario. Si tratta di ampliarla aggiungendovi questa enorme sala. Un’ulteriore cementificazione che ho contestato, lontana dall’idea in cui credo di riqualificazione dell’esistente. Decisioni simili andrebbero prima discusse con la cittadinanza.
I documenti su partecipazioni societarie e servizi locali sono redatti, ma privi di lettura politica. Servizi come rifiuti, illuminazione, mensa scolastica o assistenziale incidono ogni giorno sulle famiglie, ma mancano analisi su costi, qualità e ricadute sociali. Il Consiglio deve esercitare indirizzo e controllo: senza una programmazione politicamente chiara non c’è lungimiranza e le conseguenze ricadranno, ancora una volta, sui cittadini.
Valentina Remonato
Consigliere per la Coalizione Rovato 2020, Rovato Vale, La Civica
